I 3 atteggiamenti sbagliati negli incarichi da CTU…ed altro…

By | luglio 21, 2016

incarichi da CTUQualche giorno fa parlavo di alcune caratteristiche personali che ogni consulente tecnico dovrebbe assumere nel corso degli incarichi da CTU.

In particolare mi ero soffermato sul rigore morale, ossia sulla corazza che ogni consulente dovrebbe indossare, per renderlo impermeabile a tutto ciò che può avvenire nel corso degli incarichi da CTU.

Ok tutto giusto ma…c’è un problema!

E te lo spiego con un parallelo.

Diciamo che hai la tua bella corazza e che  la stai indossando…

Beh, non è sufficiente: bisogna anche mostrarla, in modo che i nemici siano scoraggiati dall’attaccarti!

O, per dirla in altri termini, è necessario che il tuo rigore morale sia percepibile all’esterno.

Solo in questo modo, gli avvocati e le parti in causa non avranno appigli per attaccarti oppure, se vorranno farlo, saranno consapevoli, già in partenza, che sarà molto difficile.

Cosa puoi fare, allora, per mostrare la corazza?

Devi assumere un certo tipo di atteggiamenti!

Parlo degli atteggiamenti di serietà, fermezza e correttezza.

Questi atteggiamenti dovrebbe essere il tuo pane quotidiano, ogni volta che ricevi gli incarichi da CTU.

Motivazione n°1

Sei un Organo della Giustizia; quindi, come persona neutrale devi essere serio, fermo e corretto.

Questo pare ovvio e non ci sarebbe bisogno nemmeno di scriverlo: lo faccio perché periodicamente, nel corso dei miei incarichi di CTP, trovo qualche CTU che lo dimentica.

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Motivazione n°2

Gli atteggiamenti di serietà, fermezza e correttezza ti donano autorevolezza.

Quanto più sei autorevole, tanto più sarà difficile che le parti in causa, i loro avvocati ed i loro CTP possano anche solo pensare di attaccarti.

Inoltre, quanto più sei autorevole, tanto più efficace sarai nel gestire e portare termine l’eventuale tentativo di conciliazione.

Per definire ancora meglio gli atteggiamenti di serietà, fermezza e correttezza, può essere utile parlare dei loro contrari: ossia gli atteggiamenti sbagliati.

Quali sono gli atteggiamenti sbagliati?

ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO N°1

Al primo posto, quello di ridere e sorridere continuamente durante le operazioni peritali.

E’ l’atteggiamento che noto con frequenza maggiore, soprattutto nei consulenti ai primi incarichi da CTU…ma non solo.

Di solito è un atteggiamento dettato dall’imbarazzo e dal tentativo di stabilire empatia con le parti in causa, con gli avvocati, con i consulenti tecnici di parte.

In realtà, è un atteggiamento che, spesso, provoca l’effetto contrario.

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I motivi?

Motivo n°1

Le persone si accorgono che sei in imbarazzo; e, nella maggior parte dei casi, assoceranno imbarazzo a impreparazione; per cui, continuare a ridere e sorridere non farà altro che confermare l’idea che sei impreparato.

Motivo n°2

Non stai rispettando le parti in causa. Devi sempre tener presente che vivere un procedimento giudiziario non è mai piacevole. Le parti credono di aver subito un torto, sono incavolate, ecc..

In quelle condizioni, veder ridere e sorridere la persona che dovrebbe essere una loro garanzia, sicuramente non è piacevole. Anzi, molto spesso è irritante.

Motivo n°3

Discende dal motivo precedente: non devi mai dimenticare che un procedimento giudiziario per te è un lavoro, un incarico come tanti altri; mentre, per loro, molto probabilmente è la prima volta vi si trovano coinvolte; per cui sono stressate e non sta bene vedere uno che continua a ridere.

ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO N°2

L’altro atteggiamento sbagliato, molto diffuso, è quello del dittatore duro e puro.

E’ un atteggiamento che viene assunto per coprire le proprie insicurezze.

Ma è controproducente!

E’ un atteggiamento che indispettisce e irrigidisce: tutti saranno più attenti a quello che fai, a quello che dici e scrivi, a come ti muovi, ecc. e quindi saranno pronti a sottolineare eventuali errori e ad approfittarsene, mettendoti in cattiva luce con il Giudice (e, a quel punto, addio incarichi)

In più saranno meno disposti a collaborare.

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E, cosa ancor più grave, tenderanno a parlare poco;  ed invece devi sempre augurarti che le parti in causa ti raccontino tutto e non ti nascondano niente, anche perché potrebbero darti ulteriori spunti e punti di vista sulla questione.

E infine, se le parti in causa e, soprattutto, i loro avvocati dovessero indispettirsi, ti chiederanno di verbalizzare tutto, compresi i tuoi errori, le tue parole, le tue scelte.

E una volta che ti chiedono di verbalizzare, devi farlo, non hai scampo!

Se rifiuti, potrebbero chiamare la forza pubblica.

(In questi casi, ti consiglio di chiedere scusa, ammettere che hai esagerato e cercare di salvare il salvabile.)

Ricordo un episodio del genere, durante un incarico di CTP: il CTU era decisamente rigido e dittatoriale. A un certo punto, dopo che il mio avvocato gli aveva chiesto per la quarta o quinta volta di fare una determinata misurazione, ha esclamato in maniera stizzita: ”Decido io! Sono io il CTU!”.

Al che, il mio avvocato, ha risposto semplicemente “Molto bene, certo che decide lei, però per favore verbalizziamo tutto questo, verbalizziamo che lei non intende procedere con questa misurazione!.

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ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO N°3

Infine, non va bene nemmeno l’ atteggiamento iper- accomodante che io chiamo sindrome del 50/ 50 .

Alcuni CTU credono che scrivere in modo da non far torto a nessuno e stabilire una sorta di verità di mezzo, appunto al 50%.

Questo, è in assoluto, l’atteggiamento che distrugge più rapidamente la stima che le persone possono avere di te (ma anche la tua autostima).

Devi semplicemente scrivere quello che vedi e quello che scopri senza farti condizionare da niente e da nessuno: né dall’esterno, né dall’interno, ossia dalle tue paure, dalle tue insicurezze, ecc.

Quindi, segui queste abitudini: negli incarichi da CTU, metti in campo serietà, fermezza, correttezza e rispetto  per te stesso per le parti.

E in più, leggiti anche l’articolo sui comportamenti che devi evitare.

…e che sia un’ottima consulenza

Michele Dimonte- PeritoInforma TM– La Guida Pratica per Consulenti Tecnici Giudiziari

 

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