Gli adempimenti fiscali negli incarichi di CTU, CTP e Perito d’Ufficio

By | luglio 5, 2016

ritenuta d'acconto senza partita IVARitenuta d’acconto senza partita IVA?

Fattura con partita IVA?

Prestazioni occasionali?

Quali sono gli adempimenti fiscali che deve seguire un CTU (o un CTP)?

In questo articolo faccio un po’ di chiarezza su questi aspetti, visto che mi vengono spesso richiesti chiarimenti a riguardo.

Premessa importante:  è sempre meglio rivolgersi ad un commercialista.

Non sono un esperto di fatture, dichiarazioni dei redditi, ritenuta d’acconto senza partita IVA ecc.: posso parlare, in maniera seria, soltanto della mia situazione, per quello che faccio io quotidianamente.

La mia è una situazione semplice: sono iscritto all’Albo degli Ingegneri e sono in possesso di partita IVA.

Per cui, tutte le volte che effettuo una prestazione, che sia una CTU, una CTP o una Perizia d’Ufficio, emetto una fattura con partita IVA.

Questa, però, è solo una delle situazioni possibili.

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Le altre possibilità sono:

  1. persona iscritta al proprio Albo, ma non in possesso di partita IVA;
  2. persona non iscritta ad Albi e non in possesso di partita IVA;
  3. persona non iscritta ad Albi ed in possesso di partita IVA.

Per comodità di spiegazione, parto dal caso B: persona non iscritta ad alcun Albo e non in possesso di partita IVA.

Se una persona non è iscritta ad alcun Albo e non ha partita IVA, per qualsiasi prestazione svolga (quindi non parlo solo di CTU, CTP o Perizie d’Ufficio), può emettere una notula per prestazioni occasionali (detta anche, impropriamente, ritenuta d’acconto senza partita IVA).

Cos’è una notula per prestazioni occasionali?

È un documento fiscale che serve a certificare l’ammontare del compenso per la prestazione occasionale svolta.

Nei casi in cui il committente, cioè il soggetto nei confronti del quale è stata svolta la prestazione, è in possesso di partita IVA (ad esempio è un’azienda), il compenso è soggetto a ritenuta d’acconto.

Cosa significa?

Significa che il committente non paga l’intero compenso a chi ha effettuato la prestazione, ma ne trattiene il 20%.

Questo importo trattenuto si chiama ritenuta d’acconto.

Che fine fa questo importo?

Entro il giorno 16 del mese successivo, il Committente lo paga allo Stato, come fosse un tributo.

Il meccanismo sembra complicato, in realtà è più semplice metterlo in pratica che spiegarlo.

Ho dovuto accennarlo solo per chiarire il concetto di “ritenuta d’acconto senza partita IVA”.

È possibile emettere notule per prestazioni occasionali fino ad un importo di €5.000,00 di incasso in un anno.

Superata questa soglia, sono previsti adempimenti particolari, come l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, ecc. (tutte cose che un commercialista può spiegare nel dettaglio).

Per cui, in definitiva, la situazione di una persona non iscritta ad alcun Albo e non in possesso di partita IVA è piuttosto semplice: ogni volta che effettua una prestazione, emette una notula per prestazioni occasionali (o ritenuta d’acconto senza partita IVA).

 

Il caso C è ancora più semplice: se una persona è in possesso di partita IVA, ogni qualvolta effettua una prestazione, emette fattura con IVA, a prescindere che sia iscritta o meno ad un Albo.

 

Il caso A è quello più ambiguo.

N.B. : non sono un esperto in materia, per cui ti riporto quello che so. Sottolineo, non sono mai stato in questa situazione perché, appena iscritto all’Albo degli Ingegneri, ho aperto partita IVA.

Teoricamente, la legge Biagi e un successivo chiarimento Ministeriale hanno escluso che un professionista iscritto ad un Albo (Ordine o Collegio) possa emettere notule per prestazioni occasionali, quindi sembrerebbe che debba necessariamente aprire partita IVA ed emettere fatture con IVA.

Quindi, in questo caso, niente “ritenuta d’acconto senza partita IVA”

Pertanto, se sei iscritto ad un Albo e non hai partita IVA, puoi fare solo due cose:

  1. Aprire partita IVA e, quindi, emettere regolari fatture con IVA;
  2. Cancellarti dall’Albo, rinunciare a lavorare come CTU/Perito d’Ufficio e lavorare solo come CTP (che fra l’altro è più redditizio); infatti, per fare il CTP, non è obbligatorio essere iscritti ad un Ordine/Collegio, mentre lo è per CTU e Periti d’Ufficio. Dunque, in questo caso, dovrai cancellare la tua iscrizione all’Ordine/Collegio di appartenenza (che è la condizione per poter lavorare come CTU e Perito d’Ufficio), e potrai emettere notule per prestazioni occasionali da CTP.

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Tutto questo in linea teorica.

Nella pratica, ho notizia che molti colleghi emettono notule per prestazioni professionali, pur essendo iscritti ad un Albo.

Ripeto: io so che non è possibile, poi, magari, mi sbaglio perché non sono esperto in questa materia; per cui il consiglio che posso darti è di chiedere dettagli ad un commercialista.

Spero di aver fatto un po’ di chiarezza.

In ogni caso, se sei interessato al mondo delle consulenze tecniche giudiziarie, se pensi che fare il CTU e il CTP possa farti guadagnare somme interessanti anno per anno, allora non devi assolutamente farti fermare da queste cose.

In un modo o nell’altro, qualsiasi cosa farai nella tua carriera, avrai sempre a che fare con queste beghe burocratiche.

Che sia una ritenuta d’acconto senza partita IVA, che sia una fattura, che sia il registro delle fatture, si tratta sempre e solo di normale burocrazia.

Ad un certo punto, diventeranno automatiche e nemmeno ci penserai più di tanto.

Ci saranno sempre! Quindi, non sono un buon motivo per rinunciare a fare qualcosa in cui credi, ok? 🙂

…e che sia un’ottima consulenza.

Michele Dimonte

PeritoInforma TM– La Guida Pratica per Consulenti Tecnici Giudiziari

 

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