Quali motivazioni dovrebbero spingerti a fare il CTU (e il CTP)?

By | Marzo 11, 2016

le motivazioni per fare il CTU (e il CTP)Una delle motivazioni più frequenti che porta alla decisione di iscriversi all’Albo dei CTU e dell’esercitare il ruolo di CTP è, certamente, di natura economica.

Il ragionamento è molto semplice: “ faccio più o meno 2 incarichi all’anno come CTU e 2/3 incarichi all’anno come CTP e ne ricavo una certa somma”.
La motivazione è certamente condivisibile ed è, probabilmente, quella che ti ha fatto affacciare a questo mondo.
Ma ti chiedo: è sufficiente “sperare” di ricavare una certa somma di denaro per poi riuscirci davvero?
Inoltre, passato il primo anno di attività, quando è più semplice ottenere i primi incarichi, hai la certezza che questo introito continuerà a fluire nelle tue tasche?
Nella maggior parte dei casi questo non avviene.

Passato il primo anno e svolti  i primi 2/3 incarichi, la stragrande maggioranza di CTU e CTP  resta a secco di incarichi.

Un vero peccato! 🙁

Ma perché succede questo?

La risposta è molto complessa, ma si può racchiudere in un’unica grande verità: non basta la sola, legittima, aspirazione a guadagnare qualcosa.

Ci devi aggiungere altro.

Parlo del fare le cose per bene!

Devi essere spinto dalla voglia di aiutare la Giustizia (quando sei CTU) o la parte che difendi (nel caso di CTP).

Solo se a spingerti è questa motivazione, riesci a superare le difficoltà che OGNI incarico comporta e, addirittura, a volgerle in tuo favore!

Inoltre, questa motivazione  sarà immediatamente visibile agli altri:

tutti ti riconosceranno, istintivamente, un senso di professionalità ed autorità.

Questo atteggiamento, tra le altre cose, implica anche il dover prendere decisioni “scomode”, almeno nell’immediato, ma certamente vantaggiose a medio e lungo termine!

Se, invece, svolgi questi incarichi solo per soldi, trasmetterai freddezza e opportunismo: non dico che è sbagliato in assoluto, ma certamente farai molta più fatica.

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Di cosa sto parlando in concreto?

Ti porto un esempio pratico.

Ammettiamo che tu sia incaricato di svolgere un incarico di CTP per un’infiltrazione.

Il tuo cliente ha una macchia umida sul soffitto della cameretta dei suoi bambini. Ti contatta e ti rechi a casa sua per un sopralluogo.

Il tuo cliente è molto agitato ed è convinto che il proprietario del piano di sopra debba risarcirgli i danni.

A questo punto sei ad un bivio.

OPZIONE A: Sei motivato solo dalla possibilità di guadagno.

In questo caso, gli darai ragione istantaneamente e preparerai una bella relazione nella quale, sostanzialmente, dirai che le infiltrazioni provengono dal piano superiore.

Poi, certo, per giustificare la tua parcella, non potrai limitarti solo a questa singola frase.

Ed allora  la riempirai di inutili descrizioni dell’immobile, delle pareti, del pavimento ecc..
L’avvocato del tuo cliente leggerà che hai affermato che le infiltrazioni provengono dal piano superiore ed avvierà una causa contro il proprietario del piano superiore.
Il proprietario del piano superiore dirà che non è colpa sua (probabilmente glielo dirà il suo CTP, molto più attento rispetto a te); alla fine arriverà un CTU mandato dal Giudice.

Rullo di tamburi:

il CTU stabilirà che le infiltrazioni ci sono ma provengono dalla facciata, non dal piano superiore!

A questo punto, il cliente avrà perso la causa e sarà incaxxato come una biscia!

Naturalmente l’avvocato scaricherà la colpa su di te e sulla tua relazione e rimarrai “con il cerino in mano” 😕

Sta sicuro che la bomba esplode! Dovrai risarcire le spese che il cliente ha affrontato per la causa e per l’avvocato (svariate migliaia di euro).

E in più c’è un danno molto più grande:

In veste di CTU, ti Sei Sputtanato A Vita!

Nella restante parte di questa (dis)avventura puoi avere fortuna o sfortuna.

Se hai fortuna, il cliente ne parlerà solo con i suoi parenti ed amici, mentre l’avvocato si farà i fatti suoi.

Quindi, come conseguenza,  non lavorerai più con questo cliente, con tutti quelli con cui ne ha parlato e con l’avvocato.

Se sei sfortunato, invece, il cliente ne parlerà con tutti quelli che incontrerà (anche all’edicolante sotto casa sua!), non solo ai suoi amici e parenti.

L’avvocato, dal canto suo, non se ne starà zitto e ne parlerà a tutti i  suoi colleghi, che magari gli hanno chiesto il nome di qualche buon CTP.

Iin questo caso, non lavorerai mai più per quel cliente, per ciascuna delle persone con cui ne ha parlato, per l’avvocato e per tutti i colleghi a cui ti ha “segnalato”.
Probabilmente lo sai già, ma è bene ripeterlo: il passaparola è molto efficace, specie quello negativo!

Morale della favola: Incarichi ridotti a zero! 😥

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Ti sei spaventato?

Perdonami, ma è mio dovere dirti con franchezza come stanno le cose. Poi decidi tu 😉

Vuoi un lieto fine?

Ok, torniamo al bivio e scartiamo l’opzione A che abbiamo visto non portare a nulla di buono.

OPZIONE B: Sei motivato soprattutto dalla voglia di aiutare il tuo cliente (e, solo come conseguenza, da legittime aspirazioni economiche).

Il cliente ti descrive la questione e cerca di strapparti semi- ammissioni che siano favorevoli alla sua versione dei fatti.

Tu, invece, vai con i piedi di piombo: analizzi per bene tutto l’immobile, anche l’esterno  e la sua struttura; alla fine ti accorgi che l’infiltrazione arriva dalla facciata.

Perciò lo metti in guardia, gli consigli di non far causa al proprietario del piano di sopra, perché le infiltrazioni derivano dalla facciata, quindi la responsabilità è del condominio;

Ne parli al suo avvocato, il quale informerà l’amministratore condominiale.

Quest’ultimo prende atto della questione e la chiude subito proponendo un risarcimento al tuo cliente, senza il bisogno di fare una causa.

Il cliente sarà contento del tuo operato :

gli hai fatto risparmiare svariate migliaia di euro per una causa che sarebbe andata persa;

ha ottenuto subito la soluzione del caso.

Inoltre, l’avvocato, oltre ad intascare il compenso per le sue prestazioni, rimarrà impressionato dalla tua professionalità e della tua franchezza.

Indovina un po’ cosa succede?

Le prossime volte si fiderà istantaneamente di te, comincerà a chiamarti più spesso e parlerà di te anche ai suoi colleghi.

Quanti incarichi prenderai da quel momento in poi?

Quanti soldi guadagnerai in un arco temporale di 10-20 anni?

Questa storia l’ho vissuta quando ho svolto un incarico di CTU per un’infiltrazione.

Si, sono stato io il CTU che ha messo nei guai il malcapitato CTP.

Ti risparmio la faccia che ha fatto quando l’ho incontrato qualche tempo dopo, ma ti assicuro che non era un bel vedere  😕

Sei d’accordo se dico che è stato, quantomeno, superficiale ? Credo proprio di sì!

Aveva creduto di intascare un po’ di soldi facili, probabilmente facendo fotocopie di una relazione che aveva già nel suo PC, tanto nel 99% dei casi le infiltrazioni provengono dal piano superiore.

Cosa puo insegnarti questa vicenda?

L’insegnameno che questa vicenda può darti è che la grande motivazione, di cui parlavo prima, è la qualità che fa la differenza!!!

E’ l’unica qualità insostitubile che devi necessariamente avere: è in grado di farti distinguere dal resto dei professionisti  “mercenari“, ed è in grado di farti SEMPRE stare all’erta, anche  nelle situazioni che, in apparenza, sono semplici (come nel caso delle infiltrazioni).

Questo  vale in tutti i settori, qualunque tipo di CTU o CTP farai, anche per incarichi più complessi di una comune infilitrazione!
Il bello è che questa motivazione o passione si autoalimenta, rafforzata dal senso di fiducia che ispiri negli altri e che man mano acquisisci.

Ti senti utile, senti che il tuo lavoro è utile; di conseguenza, cominci a pensare in termini di valore che apporti agli altri e cominci a chiederti cosa e come puoi fare per accrescere questo valore.

Questo atteggiamento avrà la piacevole conseguenza di veder aumentati i tuoi incarichi (come CTU) e l’onorario medio (come CTP).

Inoltre, questa motivazione/passione ti aiuterà a dare il massimo anche in certi incarichi di CTU, per i quali i compensi non sono elevati e per i quali ti chiedi se ne valga la pena.

Si, ne vale sempre la pena, perchè stai facendo qualcosa di importante, non solo per te, ma anche per altre persone; questo ti farà sentire enormemente bene con te stesso.

 

…e che sia un’ottima consulenza!

Michele Dimonte

PeritoInforma TM– La Guida Pratica per Consulenti Tecnici Giudiziari

 

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