Quello che non dovrebbe fare un CTP

By | luglio 11, 2016

Quando svolgi il ruolo di Consulente Tecnico di Parte (CTP), devi stare attento a non cadere nel labirinto delle argomentazioni tecniche troppo approfondite.
Cosa sono le argomentazioni tecniche approfondite?
Sono tutte quelle che fanno venire due pa.le così a chi ti ascolta…
No, dai, scherzo… 🙂 .

Ho esagerato un po’, ma il concetto di base è quello.

Di base, non interessano a nessuno!

Sorpreso?

Se mi seguimi un attimo, ti sarà chiaro il perché.

In ogni materia tecnica, in qualsiasi argomento, ci sono vari livelli di approfondimento e di studio, giusto?
Facciamo un esempio concreto e molto semplice: la cura delle piante.
Quali sono i livelli di approfondimento in questa materia?
Restiamo semplici e diciamo che sono solo 3.

  1. Livello superficiale: questo è il livello delle chiacchiere da bar. Rientrano in questa categoria, le informazioni minime che chiunque può avere su un determinato argomento; nel nostro esempio, tutti sanno che per far crescere una pianta è necessario del terreno e dell’acqua.
  2. Livello intermedio: questo è un livello di conoscenza un po’ più profondo, che può conoscere solo una persona del settore; nel nostro esempio, può essere la frequenza con cui innaffiare una pianta, il periodo di semina, ecc. Queste informazioni sono in possesso di un giardiniere, oppure di una casalinga esperta, oppure di un appassionato di giardinaggio.
  3. Livello avanzato: questo è il livello dei veri professionisti della materia. Nel nostro caso può essere, ad esempio, la conoscenza della composizione chimica del terreno e della sua influenza sulla crescita della pianta. Queste sono informazioni in possesso solo di super appassionati o di veri esperti del settore o di professori universitari in agraria e scienze affini.

E’ così in tutti i settori, anche nelle materie in cui sei specializzato e per le quali fai il consulente tecnico di parte.
Ora, se imposti la relazione di CTP sul livello avanzato, stai correndo un grande rischio.

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Intendiamoci: non sto dicendo che non va bene in senso assoluto.
E’ chiaro che più padroneggi la materia, più argomenti puoi portare.

Questo non è sbagliato, ovviamente.

E’ sbagliato credere che sia sufficiente il sol fatto di impostare la relazione sulle conoscenze approfondite.
Non è cosi.

Non è sufficiente!

E sai perché?
Perché il CTP non deve essere (solo) preparato…

Il CTP deve essere efficace.

Cosa significa efficace?
Significa che il suo intervento deve essere in grado di spostare l’esito della vicenda giudiziaria o, almeno, deve essere tutelante al 100 % per la parte che difende.
Alla fine della fiera, infatti, quello che importa è il risultato finale.
Se il risultato finale di una CTP è una sentenza favorevole alla sua parte, allora quel CTP è stato efficace, è stato “bravo”.
Se non raggiunge il risultato finale, non è stato efficace.

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Può anche essere stato un CTP preparato, ma la sua preparazione non è servita a nulla: non è stato efficace!
Te lo ripeto perché è un concetto fondamentale:

il CTP efficace raggiunge il risultato finale;

il CTP (solo) preparato non raggiunge il risultato finale.

Il primo è stato “bravo”, il secondo no. Punto.

 

Anzi, in alcuni casi, un CTP poco o mediamente preparato può essere più efficace, e quindi più bravo, di un CTP preparatissimo, ma che non sa come svolgere al meglio il suo incarico.
Tutto questo può essere molto più chiaro se pensi a cos’è il CTP, qual è il suo ruolo, quali sono le sue funzioni.
In qualsiasi procedimento giudiziario, sia civile sia penale, il CTP è il difensore tecnico del suo cliente.
Alcuni dei suoi compiti sono:

  1. controllare l’operato del CTU e, quindi, garantire al suo cliente che il CTU ha operato correttamente;
  2. fornire un supporto tecnico alle argomentazioni del cliente e del suo avvocato difensore;
  3. tradurre in linguaggio comune il linguaggio tecnico utilizzato nel procedimento giudiziario.

Già fermandosi a riflettere solo su quest’ ultimo punto emerge, chiarissimo, un concetto molto importante:

il compito del CTP è facilitare!

La semplicità, oltre che essere auspicabile, è sempre apprezzata.

D’altra parte, chi sono i lettori della relazione di CTP?
Ci sono due tipologie di lettori.

La prima tipologia di lettori, la più importante, è rappresentata dai non esperti: il Giudice, l’avvocato del proprio cliente, il cliente stesso, gli avvocati delle parti avverse.
Nessuna di queste persone comprende per bene le argomentazioni tecniche di base, figuriamoci quelle approfondite!
Per cui, se parli con un linguaggio pesante e tratti argomenti molto tecnici, stai costruendo una barriera di comunicazione:

renderai faticosa la lettura e la comprensione (se ti va bene), oppure scoraggerai il lettore (se ti va male).

E se pensi che il Giudice e gli avvocati sono le persone che determinano il risultato finale della vicenda, capisci benissimo l’enorme impatto che potrebbe avere la tua scelta di rimanere semplice nella tua esposizione.
L’altra tipologia di lettori è costituita dai tecnici: il CTU (o il Perito d’Ufficio) ed i CTP delle parti avverse.
Ovviamente, rispetto a Giudice ed avvocati, ne capiscono molto di più.
Tuttavia, se spingi molto nel profondo, anche loro avranno difficoltà a seguirti.
Perché è vero che tutti i tecnici hanno una matrice comune, un percorso di studi analogo, ma è ovvio che dopo essersi diplomati/ laureati, hanno fatto, ciascuno, esperienze di vita e di lavoro diverse.

Per cui, avranno livelli di comprensione diversa.

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Quindi, andare a complicare la faccenda, infilandosi nei livelli di conoscenza approfondita, è sicuramente inutile e può essere anche dannoso.
Non sto dicendo, lo ripeto, che il CTP non deve essere preparato, anzi!
Quanto più un CTP è preparato, tanto più:

  1. trova più argomenti e spunti difensivi per il suo cliente;
  2. trova più modi per spiegare da più punti di vista la faccenda;
  3. scopre eventuali errori tecnici del CTU.

In una parola, quanto più il CTP è preparato, tanto più è utile!

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Ma un conto è essere utile: è una buona cosa ed è certamente auspicabile.
Un altro conto è essere efficace, cioè centrare il traguardo, arrivare al risultato.

E il guaio è che essere efficace non basta: per arrivare a un qualche risultato, il CTP deve essere maledettamente efficace. Il CTP deve incidere!
Perché?
Perché parte in una situazione di netto svantaggio: in condizioni normali, un Giudice tiene più in considerazione quello che scrive un CTU rispetto a quello che scrive un CTP.
Questo cosa comporta?
Se le conclusioni del CTU e del CTP sono discordanti, quelle del CTU saranno sempre preferite.
Ed allora il CTP deve trovare il modo di farsi ascoltare.
Per farsi ascoltare davvero, non è sufficiente presentare le argomentazioni tecniche.
Ci vuole dell’altro: è quello che spiego dettagliatamente nella guida PeritoInforma TM.
…e che sia un’ottima consulenza.
Michele Dimonte
PeritoInForma TM– La Guida Pratica per Consulenti Tecnici Giudiziari

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