Tentativo di conciliazione nelle CTU e iceberg…lo strano accostamento

By | Giugno 24, 2016

Hai mai affrontato un tentativo di conciliazione nelle CTU o ne affronterai uno a breve?

Se, fino a questo momento,  i tuoi tentativi di conciliazione nelle CTU non hanno funzionato, oppure non hai la minima idea di come proporre alle parti in causa una bozza d’accordo che sia sensata, allora leggi questo articolo!

Voglio mostrarti tutto quello che devi sapere per far sì che le tue proposte di conciliazione abbiano un’altissima probabilità di riuscita.

Se sei già stato coinvolto in una qualche CTU conciliativa, sai già che è mediamente difficile poter trovare un accordo tra le parti in causa.

Il motivo è molto semplice: abbiamo una visione troppo ristretta!

Di solito noi CTU vediamo solo l’atto finale, ossia vediamo i documenti di causa e cadiamo nell’equivoco di credere che il procedimento giudiziario sia tutto lì, in quelle carte!

Ma non è cosi!

La causa è iniziata anni e anni fa, molto prima di finire in tribunale!

Anni fatti di litigi, incomprensioni, lettere tra i rispettivi avvocati, ecc.

Voglio dire: la situazione è già bella e deteriorata prima ancora che si finisca in Tribunale.

Devi essere consapevole che stai assistendo solo alla punta dell’iceberg della vicenda!

tentativo di conciliazione nelle CTU e iceberg

 

Devi tenerlo presente per qualunque tentativo di conciliazione nelle CTU.

Per cui, è assurdo  pensare o “sperare” che le parti “cambino” idea nel corso del nostro incarico e, improvvisamente, dopo anni di casini, siano disponibili all’accordo.

Proprio per questo, l’errore in assoluto più frequente, nel corso dei tentativi di conciliazione nelle CTU,  è quello di proporre un accordo con la solita frase “ci sono possibilità di un accordo?”, in questa e in altre decine di varianti (“potete mettervi d’accordo, “ci sono possibilità di transazione?, ecc.): il modo più sicuro per essere maldestri durante una conciliazione.

Lo hai fatto anche tu? beh, non preoccuparti; sei in buona compagnia! Più o meno ci siam cascati tutti…

  • E’ ovvio che se le parti non si sono messe d’accordo fino a quel momento, non lo faranno per effetto della frase “ mettetevi d’accordo”: ha mica i superpoteri questa frase? Certo che no!
  • E’ ovvio che se hanno chiesto una CTU, un accertamento tecnico, vogliono prima capire come stanno le cose da un punto di vista tecnico;
  • E’ ovvio che sono piene di livore verso l’altra parte.

Tutto questo dovrebbe essere cancellato dalle paroline magiche “potete mettervi d’accordo?”’

Certo che no!

Per cui, questo è il primo errore da non commettere mai, in assoluto.

Quando sei alle prese con un tentativo di conciliazione nelle CTU, dimenticati della frase “potete mettervi d’accordo?” !

 

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Altro errore che devi evitare è quello di non prendere sul serio il tentativo di conciliazione, di non crederci al 100%

Cosa voglio dire?

Molte volte siamo portati istintivamente a credere che la conciliazione non sia possibile, per i motivi più disparati, ma che di solito possono essere riconducibili ad uno di questi tre:

  1. perché ci riteniamo non in grado di portare avanti la trattativa;
  2. perché riteniamo che le posizioni siano inconciliabili;
  3. perché le parti sono troppo aggressive e poco propense al dialogo.

(Se vuoi, cliccando sui rispettivi punti trovi il link per accedere ad un approfondimento).

Per ora, te la dico in maniera super-breve e accettala:

sono 3 scemenze!

Se sai come muoverti ed hai un sistema passo- passo per condurre un tentativo di conciliazione nelle CTU, questi tre punti smettono di ostacolarti.

Per ora, posso solo dirti che se sei tu il primo a non crederci sul serio ed al 100%, se pensi che l’accordo non sia vantaggioso per le parti coinvolte, non riuscirai mai a concludere il tentativo con esito favorevole.

Bene, detto questo, passiamo alle cose da fare, in ogni tentativo di conciliazione nelle CTU.

 

1.Sforzati di trovare un possibile terreno d’accordo.

Come naturale conseguenza del fatto di crederci in prima persona, sarai spinto a cercare soluzioni alternative (anche creative), a scovare opportunità nascoste, ecc… E’ il primo sforzo che devi fare, in qualunque incarico di conciliazione. E vedrai, che più ti impegni, più troverai possibili punti su cui intavolare la trattativa; sì, anche quei punti che, a prima vista, possono interessare poco o niente la vicenda: ti posso assicurare che, molte volte, la conciliazione avviene proprio grazie a punti extra (ad esempio, una volta è capitato che due parti si accordassero sulla spartizione di un terreno in cambio della possibilità per una delle due di avere, per due settimane all’anno, pieno accesso ad un altro terreno dell’altra parte, per raccogliere un pò di frutta).

Ogni tentativo di conciliazione nelle CTU ne nasconde almeno uno!

2.Concentrati sulle emozioni invece che sui numeri

Poi,  devi fare lo sforzo di spostare la tua attenzione dalle cose tecniche e dagli atti del processo alle persone. Perché?  Perché, alla fine, sono le persone che prendono le decisioni;  le decisioni non vengono prese dagli atti del processo: quindi, devi spostare l’attenzione sugli aspetti più emozionali delle persone, sui loro bisogni nascosti; non su quello che emerge dagli atti della causa. Quella è solo la punta dell’iceberg! Sotto c’è ben altro!!

3. Osserva e studia i comportamenti umani

Parlando di emozioni e di comportamenti degli esseri umani, devi sempre tener presente i difetti tipici degli esseri umani di fronte al fatto di dover prendere decisioni, ivi compresa la decisione di aderire o meno ad un accordo di conciliazione.

Quali sono questi difetti?

  1. gran parte degli esseri umani è incapace di decidere ( e sarà sempre più così): viviamo in un’era frenetica, in cui le cose la tecnologia e i media ci sommergono di centinaia di messaggi al giorno;  abbiamo sempre meno tempo per riflettere, per essere pienamente consapevoli delle decisioni che prendiamo;
  2. la maggior parte degli essere umani ha paura di prendere decisioni: molte volte siamo spaventati dal fatto di dover decidere qualcosa;
  3. la maggior parte delle persone nel prendere una decisione, non fa valutazioni corrette: molte volte aderiamo ad una corrente di pensiero solo perché “fan tutti cosi”, senza analizzare se quella certa decisione o soluzione è adatta anche al nostro caso;
  4. quando le decisioni sono legate ad un discorso economico (come in quasi tutti i procedimenti giudiziari), le probabilità di prendere decisioni sbagliate aumentano esponenzialmente: questo perché pochissimi hanno una corretta gestione del denaro; il denaro amplifica la parte irrazionale dell’essere umano, togliendo filtri e facendo emergere emozioni. Alcuni esempi?
    1. Tantissimi acquistano cose che non potrebbero permettersi solo per far colpo sui loro amici, parenti, ecc. (in questo caso sta prevalendo la parte irrazionale legata al bisogno di apparire rispetto alla parte razionale che spingerebbe per non spendere quei soldi);
    2. Allo spettro opposto, tantissimi, magari in un periodo di magra, rinunciano ad effettuare un acquisto che sanno essere molto importante, ad esempio un corso di specializzazione, una vacanza rigenerante, un libro (in questo caso prevale la parte irrazionale legata alla paura di perdere).

 Quando una decisione è correlata al denaro, è facile che le emozioni prendano il sopravvento.

Questa regola vale in qualsiasi tentativo di conciliazione nelle CTU.

E pensa a quante emozioni sono in gioco e possono affiorare durante un procedimento giudiziario: rabbia, frustrazione, paura delle conseguenze, disagio per la situazione, disagio perché altre persone (gli avvocati ,i consulenti, ecc. ) sono entrati nella propria vita.

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Ed allora cosa puoi mettere in campo per poter essere un bravo conciliatore?

Devi essere empatico e comprensivo con ciascuno dei protagonisti, cioè devi calarti nella realtà che sta vivendo la persona e comprenderne le ragioni e le emozioni che la guidano.

E devi essere bravo a traghettare le persone verso l’accordo: ovviamente, deve essere una soluzione d’accordo (preparata da te o persino proposta da uno dei protagonisti del procedimento) che tu reputi possa essere vantaggiosa per le persone.

Non devi manipolare per giungere a tutti i costi alla soluzione!

Prima vengono le persone, poi viene l’accordo.

Se riesci a scovarne i vantaggi, anche quelli nascosti, allora puoi anche ricorrere a strumenti “di persuasione” (te li insegno nella Guida PeritoInForma); se invece usi gli strumenti di persuasione per spingere un accordo che non è vantaggioso per le persone, stai manipolando, sei più vicino alla truffa che alla buona prassi di conciliazione.

E questo non deve mai succedere! Ok?

…e che sia un’ottima consulenza.

Michele Dimonte

PeritoInForma TM- La Guida Pratica per Consulenti Tecnici Giudiziari

 

 

 

 

 

 

 

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